Etica dell’intelligenza artificiale. Sviluppi, opportunità, sfide, di Luciano Floridi
A cura di Ersilia Pagano
Vorrei iniziare dicendo che per me è stato un grande onore e anche una grande responsabilità scrivere questa recensione su Etica dell’intelligenza artificiale del professor Luciano Floridi. Si tratta infatti di un’opera di grande rilievo, non solo per la profondità filosofica con cui è scritta, ma anche perché ci aiuta a capire meglio una delle questioni più urgenti della nostra epoca: come convivere con l’intelligenza artificiale.
Il libro del prof. Luciano Floridi si presenta come un testo filosofico e al tempo stesso estremamente attuale, che affronta con lucidità le sfide etiche e sociali poste dall’intelligenza artificiale (IA) e, più in generale, dalla rivoluzione digitale. L’autore invita a superare i facili entusiasmi e le paure catastrofiste. Dalle parole dello stesso autore: “il libro è un tentativo di stare nel mezzo, né l’inferno né il paradiso, ma il laborioso purgatorio degli sforzi umani.” Non è quindi un libro tecnico, ma un’opera che prova a costruire un linguaggio e una prospettiva capaci di leggere l’IA non come un mito o una minaccia, ma come una nuova forma dell’agire, che porta con sé grandi opportunità e altrettanti rischi.
Viene sviluppata un’idea chiave: l’IA rappresenta un divorzio senza precedenti tra intelligenza e capacità di agire. Le macchine, infatti, sono in grado di risolvere compiti complessi con successo, senza possedere intelligenza nel senso umano del termine. Questa scissione obbliga a rivedere concetti tradizionali come azione, responsabilità e decisione, poiché l’IA non imita il pensiero umano ma propone nuove forme di agire artificiale.
Un altro concetto centrale è il potere di scissione del digitale, capace di “tagliare e incollare” realtà e idee ereditate dalla modernità. Il digitale non si limita ad aumentare le nostre capacità, le trasforma radicalmente, riplasmando l’infosfera in cui viviamo.
Questo è un aspetto del libro che mi ha colpito molto, l’idea che la tecnologia digitale non si limiti ad aiutarci, ma trasformi la realtà stessa in cui viviamo. Per questo, il prof. Floridi sottolinea l’importanza del design. Non si tratta solo di costruire strumenti funzionali, ma di disegnare ambienti e sistemi che siano giusti, sostenibili e adatti agli esseri umani. L’etica, quindi, deve essere parte integrante del progetto tecnologico fin dall’inizio, non un’aggiunta successiva.
L’ etica però, non può arrivare alla fine, “come una civetta di Minerva, per usare la metafora di Hegel sulla filosofia, che si alza in volo solo quando le ombre della notte si stanno addensando”, richiamando le parole dell’autore. Deve accompagnare sin dall’inizio lo sviluppo tecnologico, perché alcuni errori sono irreversibili. L’etica, quindi, non è un lusso intellettuale, ma una strategia preventiva e costruttiva.
L’autore propone un quadro di cinque principi fondamentali: beneficenza, non maleficenza, autonomia, giustizia ed esplicabilità. Quest’ultimo, in particolare, sottolinea l’esigenza di comprendere il funzionamento delle tecnologie e di identificarne le responsabilità.
Il Prof. Floridi ci mette in guardia anche contro cinque rischi ricorrenti quando si tenta di tradurre i principi in pratiche: ethical shopping, bluewashing, lobbismo, dumping etico, elusione dell’etica. Senza una vigilanza attenta, i principi restano dichiarazioni di facciata.
Il libro esplora anche il futuro dell’IA attraverso le sue stagioni”, con estati di euforia e inverni di delusione. Evitiamo sia l’eccesso di speranza (la macchina che farà tutto al nostro posto) sia l’eccesso di paura (la superintelligenza che ci dominerà), per concentrarci sui problemi concreti: disuguaglianze, manipolazioni digitali, criminalità informatica, sostenibilità ambientale.
Al termine del libro poi, questa bellissima frase:
“..siamo un bellissimo errore nel grande software dell’universo, non l’app di maggior successo. Resteremo un bug, un errore unico e riuscito, mentre l’IA sarà ancora di più un elemento peculiare nel libro matematico della natura di Galileo. Un così bell’errore sarà sempre più responsabile della natura e della storia.”
a ognuno di voi la sua riflessione.
Considerazioni finali:
Devo ammettere che la lettura di questo libro non è stata sempre semplice, richiede attenzione, tempo e apertura mentale, ma nello stesso tempo mi ha lasciato molti spunti su cui riflettere. Il prof. Floridi non scrive un manuale tecnico e nemmeno un libro di fantascienza, ma una sorta di bussola filosofica che prova a orientarci in un mondo digitale. Quello che ho apprezzato di più è il suo invito a non cadere negli estremi, né nel credere che l’IA sia una specie di “super cervello” che sostituirà gli uomini, né nel vederla come un mostro da cui difendersi. In realtà, l’IA è una tecnologia che possiamo progettare e usare in modi diversi, e la differenza la farà sempre la nostra responsabilità.
Mi ha colpito molto anche la parte sul design, perché spesso non pensiamo a quanto gli ambienti digitali influenzino il nostro modo di vivere, comunicare e persino pensare. Se non ci prendiamo cura di come vengono costruite le piattaforme, i servizi e gli algoritmi, rischiamo di adattarci noi alle macchine invece che il contrario. È un’idea che trovo molto vera, perché basti pensare a quanto abbiamo già cambiato le nostre abitudini quotidiane.
La citazione sul fatto che siamo un “bellissimo errore” mi ha lasciato una sensazione forte, ci ricorda che, nonostante i nostri limiti e difetti, abbiamo una responsabilità unica verso noi stessi e verso il pianeta. L’IA può aiutarci a risolvere grandi problemi, ma non può sostituirci nelle scelte morali e politiche. In fondo, ciò che conta davvero non è l’intelligenza delle macchine, ma la saggezza con cui noi esseri umani useremo queste macchine.
Per questo considero il libro molto utile, soprattutto oggi che si parla tanto di intelligenza artificiale spesso in modo superficiale. Il Prof. Floridi ci riporta con i piedi per terra, mostrando che la sfida non è tecnologica ma umana, capire che società vogliamo costruire e come possiamo farlo in modo giusto, inclusivo e sostenibile.

Ersilia Pagano, Direttore Marketing & Social Media del PMI-SIC è docente di Scienze e Tecnologie Informatiche nella scuola secondaria di secondo grado per le discipline di Informatica e Gestione Progetto e Organizzazione di Impresa. Docente a contratto di Economia del lavoro e innovazione digitale (Mod. 2) Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, presso la Scuola Interdipartimentale di Economia e Giurisprudenza. Dopo la laurea in Matematica, ha lavorato presso importanti aziende di Consulenza avanzata in ingegneria e innovazione. Nel 2007 ha dato una svolta alla sua vita conseguendo l’abilitazione all’insegnamento dell’Informatica, all’insegnamento di Sostegno nelle Scuole Secondarie con alunni in situazioni di handicap, un master come Docente Esperto nel trattamento dei BES e ha iniziato ad insegnare. Si occupa di Metodologie didattiche innovative e utilizzo NT nella didattica, STEM, Intelligenza Artificiale, Apprendimento connesso e utilizzo didattico dei Social Media, Cooperative Learning e utilizzo del Cloud, Gestione piattaforme FAD, Progetti Innovativi, Inclusione, Podcasting, Comunicazione e Videomaking, Cittadinanza Digitale-Media literacy.
Svolge attività didattiche e formative per docenti e studenti di tutti gli ordini e gradi. Durante la pandemia, e fino al 2023, come membro dell’ Éft Campania, ha svolto azioni di supporto e accompagnamento a favore delle scuole per la creazione di ambienti digitali, sperimentazione di modelli organizzativi, progettazione di percorsi formativi, documentazione delle sperimentazioni.
Diffonde quotidianamente le azioni legate al PNRR, PNSD, DDI e DAD attraverso il canale telegram https://t.me/ErsiliaPaganoChannel e il gruppo facebook https://www.facebook.com/groups/PNSD.DOCENTI. E’ stata Nominata Twinkl ‘Learning Heroes‘ in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione dell’UNESCO 2021 e Teacher Creator Awards 2023/24






