Tu sei qui:

SIC Book Review Edizione 2026 – Ottobre – L’era del cuore – A cura di Marco Alfarano

L’era del cuore. Come trovare il coraggio per essere felici, di Luca Mazzucchelli
A cura di Marco Alfarano

Oltre il Gantt: Perché dovresti leggere “L’era del cuore” (e come cambierà il tuo modo di fare Project Management)

Ti sei mai chiesto come mai, anche quando la tua pianificazione sulla carta è impeccabile e il tuo progetto prosegue senza scostamenti, ti ritrovi a fine giornata stanco e con la sensazione che manchi qualcosa di fondamentale? E perché, se anche tu hai cambiato azienda da qualche anno o ti sei immerso in un contesto nuovo, ti accorgi che le tue consolidate tecniche di pianificazione scivolano addosso ai colleghi come acqua sul marmo?

Se c’è una cosa che ho imparato da qualche anno in un nuovo contesto come PM, è che posso presentarmi con le metodologie più rodate, ma i progetti li fanno le persone. E quando mi sono trovato a confrontarmi con altri responsabili che lavorano in azienda da quindici o vent’anni, ho capito subito che la mia autorità non nasceva da una WBS impeccabile, ma dalla qualità delle relazioni che sapevo costruire.

Il mio cambio d’azienda mi ha messo di fronte a questa grande verità, e tra le proposte dei libri da leggere e recensire, ormai quasi un anno fa ho scelto di imbattermi in L’era del cuore. Come trovare il coraggio per essere felici di Luca Mazzucchelli, selezionandolo tra i vari testi proposti, perché il titolo e la descrizione mi hanno subito rimandato alla mia visione di essere PM, rinforzata anche dal mio percorso parallelo da neo-counsellor professionista.

Per cui scusa, caro lettore: questa recensione non sarà oggettiva. Non può esserlo. Tutto ciò che ho letto è filtrato da una certezza che guida ogni mio giorno: senza le persone non esistono progetti, non esistono aziende, non esiste nulla per cui valga la pena sforzarsi. Non troverai una sintesi asettica, ma solo il punto di vista di chi crede che il lavoro, prima di tutto, sia una questione di umanità. In fondo, guidare progetti e guidare persone richiede la stessa cassetta degli attrezzi nella quale ci sono competenze relazionali, ascolto attivo e gestione emotiva.

Dall’era della mente all’era del cuore

In passato ero stato abituato, e da alcuni responsabili vengo tutt’ora spinto, ad aderire al mito dell’era della mente: analisi dei requisiti, ottimizzazione dei processi, strategia pura e numeri. Eppure Mazzucchelli individua una transizione storica ineludibile: dopo l’era del corpo (il lavoro fisico) e l’era della mente (le informazioni e i dati), siamo entrati a pieni polmoni nell’era del cuore.

Dove ormai gli algoritmi gestiscono con rapidità calcoli e analisi, mi sono reso conto che ciò che fa davvero la differenza nei miei progetti non è lo sforzo tecnico, ma lo sforzo emotivo, la capacità di ascolto, il coraggio e la “presenza autentica” nella gestione quotidiana degli stakeholder.

Mentre sfogliavo le pagine, ci sono stati tre passaggi in cui ho rivisto chiaramente la mia vita lavorativa e in cui ho visto in azione gli strumenti pratici della relazione d’aiuto:

La strategia del “Parcheggiatore”
(ovvero: Andare verso)

Appena avviato il nuovo percorso nella nuova azienda, la mia tentazione iniziale è stata quella di calare dall’alto i miei processi, ed ho trovato solo il muro di gomma dei colleghi senior delle altre funzioni. Mazzucchelli offre una metafora illuminante: quella del parcheggiatore con un box che ha già un’auto all’interno. Se provi a spingere dentro la seconda macchina con la forza, spacchi tutto. Devi prima far uscire la prima auto. Per me ha significato fare il parcheggiatore: prima di pretendere di “parcheggiare” le mie idee nella testa di un responsabile di programma o di produzione, ho dovuto applicare l’ascolto profondo per comprendere le loro ragioni, accogliere i vincoli storici in cui vivono ed estrarre i loro dubbi. Solo allora ho creato lo spazio per costruire insieme.

“Considerati Causa”
(e il superamento dell’alibi)

Quando mi scontravo con inghippi burocratici o resistenze organizzative, quanto era facile cadere nella trappola del vittimismo: “Il procurement è lento”, “L’IT mi blocca le richieste”. Il libro mi ha riportato alla mia responsabilità: considerarmi effetto mi privava di qualsiasi potere di azione, mentre considerarmi causa mi ha spinto a farmi la domanda chiave: “Cosa posso fare IO di diverso per modificare questa situazione?”. Un cambio di prospettiva fondamentale, un post-it da attaccare sopra il mio monitor o sul desktop.

Valore = Energia × Tempo

Ero ossessionato dal time management, ma ho scoperto che la risorsa davvero critica nei miei progetti è la mia energia. Passare due ore in una riunione fiume con energia pari a zero produce valore zero per il mio progetto. Dedicare invece venti minuti di presenza viva, attenta e orientata ad ottenere un allineamento trasversale trasmette una carica capace di sbloccare il lavoro di giorni.

Perché continuo ad accanirmi sui risultati superficiali senza scalfire le vere abitudini organizzative e chi devo essere, prima ancora di cosa devo fare, per risultare un leader credibile?

Ciò che rende profonda la riflessione di Mazzucchelli è la struttura del cambiamento, articolata su quattro livelli:

Risultati → Comportamenti → Idee → Valori.

Spesso nei miei progetti mi limitavo a pretendere risultati o a imporre nuovi comportamenti al team, senza comprendere che alla base ci sono le convinzioni e, ancora più a fondo, i valori condivisi. Il testo mi ha invitato a integrare la mia solita To-Do-List con una To-Be-List: la lista di chi devo essere (una persona trasparente, empatica, coraggiosa) per poter generare un impatto autentico.

In questo percorso, l’errore e il fallimento hanno smesso di essere un tabù da nascondere e sono diventati la “culla dell’apprendimento” necessaria per calibrare le mie decisioni successive.

Quando ho chiuso l’ultima pagina del libro, non mi sono rimaste in mano formule rigide o concetti astratti. Mi è rimasta la consapevolezza che il valore reale del mio lavoro non sta solo nei traguardi materiali che raggiungo, ma in chi divento mentre li perseguo. Mi è rimasta l’idea che la leadership sia prima di tutto una questione di attenzione sincera verso le persone che guido, arricchita da quella cassetta degli attrezzi umana e professionale che ogni PM dovrebbe coltivare e trasferire ogni giorno. E mi è rimasto, soprattutto, un invito diretto: prendi quella decisione, quell’allineamento delicato con quel collega esperto che continuo a rinviare, quella scelta di processo che richiede coraggio, o quella svolta professionale che rimando per paura del disagio emotivo.

Marco Alfarano, laureato in ingegneria informatica con master in tecnologie del software, counselor professionista specializzato in counseling aziendale. Lavora da oltre 20 anni in multinazionali, Certificato PMP®, PMI-ACP®, CSPP® promotore in azienda delle metodologie Agile e volontario PMI-SIC dal 2020.

CONDIVIDI SUI SOCIAL 

Facebook
Twitter
LinkedIn

Altre news della stessa categoria

PROSSIMI EVENTI

Calendario
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
Dom
l
m
m
g
v
s
d
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Sarai informato settimanalmente sulle nostre attività e riceverai il magazine SIC DIXIT.