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SIC Book Review Edizione 2026 – Giugno – Strategia e leadership nella storia – A cura di Maurizio Cosmai

Strategia e leadership nella storia, lezioni per i manager, di Gianfranco Di Pietro e Andrea Lipparini
A cura di Maurizio Cosmai

Il volume Strategia e leadership nella storia. Lezioni per i manager di Gianfranco Di Pietro e Andrea Lipparini si propone un obiettivo ambizioso: utilizzare la storia come una palestra concettuale per comprendere le dinamiche della leadership contemporanea. Non si tratta di un testo di storia accademica né di un manuale di management tradizionale, bensì di un saggio ibrido che mette in dialogo eventi storici, scelte strategiche e problemi tipici dell’organizzazione moderna.

L’idea di fondo è che i grandi snodi decisionali del passato, guerre, crisi, fasi di espansione e declino, presentino strutture analoghe a quelle che i manager affrontano oggi. Cambiano i contesti, le tecnologie e gli strumenti, ma restano centrali la capacità di leggere l’ambiente, prendere decisioni in condizioni di incertezza e guidare le persone.

Impianto metodologico e stile

Il libro adotta un approccio per casi. Ogni capitolo prende le mosse da un episodio storico significativo, ne ricostruisce il contesto e le decisioni cruciali, per poi estrarre una serie di insegnamenti applicabili al mondo manageriale. Questo metodo rende il testo scorrevole e accessibile anche a chi non ha una formazione storica approfondita.

Lo stile è divulgativo ma rigoroso: gli autori evitano il tecnicismo eccessivo, senza però cadere nella banalizzazione. La storia non viene usata come semplice aneddotica motivazionale, ma come strumento di analisi. L’obiettivo non è fornire ricette pronte, bensì stimolare il lettore a sviluppare un pensiero strategico più consapevole.

Napoleone Bonaparte e il limite del successo

Uno dei casi più emblematici è quello di Napoleone Bonaparte, in particolare la campagna di Russia del 1812. Napoleone incarna il leader carismatico e visionario, capace di trasformare un esercito e un’intera nazione. Tuttavia, il libro mostra come il suo stesso successo sia diventato un fattore di rischio.

La strategia che aveva funzionato in Europa, avanzata rapida, battaglia decisiva, imposizione delle condizioni, fallisce completamente in un contesto diverso. La Russia adotta una strategia di logoramento, sfrutta il territorio e il clima, rifiuta lo scontro diretto. Napoleone entra a Mosca, ma non ottiene la resa attesa. La rigidità strategica e l’incapacità di adattarsi conducono al disastro.

La lezione manageriale è chiara: il successo passato può accecare. Le organizzazioni che continuano a replicare modelli vincenti senza interrogarsi sul cambiamento del contesto rischiano un declino improvviso. La leadership efficace non consiste nel perseverare, ma nel saper cambiare direzione quando i segnali lo impongono.

L’Impero Romano e la gestione della complessità

Un altro filone ricorrente riguarda l’Impero Romano, citato come esempio di straordinaria capacità organizzativa e amministrativa. Roma non costruisce il suo potere solo con la forza militare, ma attraverso infrastrutture, diritto, integrazione delle élite locali e gestione del consenso.

Nel tempo, però, la crescente complessità dell’impero diventa un problema. La burocrazia si appesantisce, la capacità decisionale si frammenta e le risposte ai cambiamenti esterni diventano lente. Il libro utilizza questo esempio per mostrare come la crescita, se non accompagnata da un adeguato ripensamento dei modelli organizzativi, possa trasformarsi in rigidità.

Per il manager contemporaneo, Roma rappresenta sia un modello di eccellenza organizzativa sia un monito: strutture troppo complesse e centralizzate rischiano di perdere contatto con la realtà operativa.

Giulio Cesare e la leadership carismatica

Giulio Cesare viene associato all’idea di leadership carismatica e visionaria. Il libro mette in luce la sua capacità di motivare le truppe, condividere i rischi e creare un forte senso di appartenenza. Cesare non è solo un comandante, ma un simbolo vivente della missione che propone.

Allo stesso tempo, emerge il limite di un sistema troppo dipendente da una sola figura. Alla morte di Cesare, il suo impero si frammenta rapidamente, incapace di sopravvivere senza il leader che lo teneva insieme.

La lezione è duplice: il carisma è una risorsa potente, ma se non viene istituzionalizzato in processi e strutture condivise, genera fragilità. Nelle aziende, una leadership troppo personalistica può produrre risultati straordinari nel breve periodo, ma lasciare un vuoto difficile da colmare nel lungo termine.

Attraverso i vari esempi, il libro sviluppa alcuni temi ricorrenti. Il primo è l’importanza del contesto: nessuna strategia è valida in assoluto, ma solo in relazione all’ambiente in cui viene applicata. Il secondo è il ruolo dell’incertezza: le decisioni più importanti vengono spesso prese con informazioni incomplete.

Un terzo tema è il rapporto tra strategia e persone. Le migliori strategie falliscono se non sono comprese, condivise e sostenute da chi le deve attuare. La leadership, quindi, non è solo visione, ma anche capacità di costruire consenso e fiducia.

Questi elementi trovano un chiaro parallelismo nel PMBOK® che identifica tra i fattori critici di successo dei progetti proprio la corretta gestione del contesto, degli stakeholder e dell’incertezza.

Leadership e Stakeholder Management

Gli esempi di Giulio Cesare e Napoleone mostrano come il successo dipenda dalla capacità di influenzare e coinvolgere le persone, ma anche dal contesto di riferimento. Questo richiama direttamente l’area di conoscenza Project Stakeholder Management, secondo cui l’identificazione, l’analisi e il coinvolgimento degli stakeholder sono determinanti per il raggiungimento degli obiettivi.

Gestione del rischio e dell’incertezza

La campagna di Russia di Napoleone rappresenta un caso emblematico di sottovalutazione dei rischi. Nel PMBOK, il Risk Management enfatizza l’importanza di identificare, analizzare e rispondere ai rischi, ricordando che ignorare i segnali anche deboli può compromettere l’intero progetto.

Il declino dell’Impero Romano evidenzia i limiti di strutture rigide. Questo concetto è coerente con l’evoluzione più recente del PMBOK, che pone l’accento su un approccio basato sui principi e sull’adattabilità al contesto piuttosto che su processi rigidi e universali.

Il volume evidenzia come una comunicazione chiara e coerente sia fondamentale nei momenti critici. Il PMBOK dedica un’area specifica alla Project Communications Management, riconoscendo che una comunicazione efficace è essenziale per allineare le persone e mantenere la fiducia.

Valutazione critica e conclusione

Il principale punto di forza del libro è la sua capacità di far dialogare storia e management senza forzature eccessive. Gli esempi sono scelti con cura e le analogie risultano convincenti. Il testo stimola la riflessione più che offrire soluzioni precostituite. Un limite possibile è la semplificazione inevitabile di alcuni eventi storici, necessaria per adattarli al discorso manageriale. Tuttavia, questa scelta appare consapevole e coerente con l’obiettivo divulgativo del volume.Strategia e leadership nella storia è un libro che invita a pensare, più che a imitare. La storia diventa uno specchio attraverso cui il manager può interrogare le proprie scelte, riconoscere errori ricorrenti e sviluppare una maggiore consapevolezza strategica. Lo consiglio come lettura estiva, perché non è un manuale operativo, ma una lettura formativa di ampio respiro, particolarmente adatta a chi vuole comprendere la leadership come pratica complessa e profondamente umana.

Maurizio Cosmai vive in Puglia e si occupa di piattaforme e sistemi geografici da 25 anni, nel 1993 si è laureato in informatica presso l’Università di Bari e ha conseguito il Master in Sistemi Geografici e Remote Sensing presso lo IUAV di Venezia nel 2002. Ha acquisito negli anni esperienza in ambito spazio e difesa. Attualmente guida progetti R&D e delivery nella PA. Ama il trekking, le architetture complesse (fisiche e astratte).

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