The Leader Ship – La vera storia di un capitano capace di distribuire l’autorità al suo equipaggio, di David Marquet
A cura di Paola Mosca
Ho scelto questo libro perché ho trovato molto intrigante il titolo e l’ambientazione di riferimento, cioè un sottomarino e la sua disciplina interna.
Cosa potrò mai apprendere da una situazione che almeno dal mio immaginario richiede alta disciplina e azione immediata?
Invece è stata una piacevole scoperta!
Si tratta della storia vera di un capitano capace di distribuire l’autorità al suo equipaggio. L’autore, riesce a regalarci emozioni, a farci salire a bordo con lui, per offrirci una prospettiva non comune sulla leadership.
Marquet ci racconta delle sue esperienze come comandante di una nave, un sottomarino, della Marina degli Stati Uniti, ci descrive le sue ansie, le sue paure, le sue sfide e i suoi insuccessi prima di ottenere i risultati auspicati e in cui credeva: trasformare la sua nave da un ambiente basato sul controllo e sulla dipendenza gerarchica a uno spazio di autonomia, responsabilità e iniziativa individuale.
Proprio come in un romanzo, l’autore ci conduce attraverso i momenti salienti del suo viaggio, ci offre esempi concreti e consigli pratici su come possiamo tutti diventare leader più efficaci, ponendoci le giuste domande e incoraggiando l’autonomia e l’intraprendenza nell’equipaggio.
Ho voluto riproporre in questo articolo alcune delle riflessioni e quesiti che Marquet ci invita a fare: nel libro sono molto ben organizzati e collocati alla fine di ogni capitolo, mentre ho deciso di proporvi quelli che mi hanno più colpito.
Ad esempio sulla leadership e il nostro stile personale:
- Nella vostra organizzazione le persone vengono premiate anche per ciò che accade dopo il loro trasferimento?
- Quando un’organizzazione subisce un immediato peggioramento dopo la partenza di un leader, questo cosa ci dice della leadership di una persona?
- le persone vogliono che si senta la loro mancanza quando se ne vanno?
- Cosa possiamo fare per incentivare la pianificazione a lungo termine?
- Dovete per forza essere le persone più intelligenti e brillanti della vostra organizzazione?
- La competenza tecnica individuale o organizzativa
E ancora? Rispetto alla delega
- Quando pensate di delegare il controllo cos’è che vi preoccupa?
Rispetto al cambiamento
- Quali sono i costi associati al fare le cose in maniera diversa e posso settore?
- Prima agiamo e poi pensiamo? Oppure, prima pensiamo e poi modifichiamo le nostre azioni?
Ho trovato molto interessante la modalità “ho intenzione di…” per trasformare gli esecutori passivi in leader attivi. Infatti proprio dedicandosi alla chiarezza organizzativa e alla competenza di tutto l’equipaggio, l’autore ha disegnato un modello di leadership basato sull’intenzione.
Invece di adottare frasi come le seguenti, tipicamente de-responsabilizzanti:
- richiedo l’autorizzazione a …
- potrei…
- potremmo …
Marquet ha introdotto l’uso di frasi più responsabilizzanti, più coinvolgenti come:
- ho intenzione di…
- ho programmato di …
- farò …
- faremo …
Se a questo incipit si aggiunge il motivo della intenzione, avviene la trasformazione del singolo che si sente più partecipe in prima persona, e in tal modo come loro leader quasi sempre potremo rispondere “molto bene”.
È una storia di successo: i risultati furono straordinari.
Qualche altro suggerimento efficace, che credo valga la pena porre alla vostra attenzione:
- Resistere all’impulso di dare le nostre soluzioni
- Pensiamo d’istinto che sia sufficiente gestire tutto con maggiore attenzione quando si verificano dei problemi?
- Cosa possiamo fare durante la prossima riunione con i nostri Senior per creare lo spazio per un processo decisionale aperto a tutto il team?
- Siete disposti a far capire ai vostri collaboratori che l’insicurezza è forza mentre la sicurezza arroganza?
Il Mantra introdotto a bordo: “impariamo sempre e ovunque, è una strategia per accrescere la competenza”, è anche l’atteggiamento che ci permette di apprendere durante gli audit o anche in situazioni molto critiche.
Verso la fine del libro potete trovare le linee guida utilizzate sul sottomarino Santa Fe … vi lascio con la curiosità di andarle a cercare e gustare come il racconto si delinea e vi coinvolge.
Le prestazioni del Santa Fe scalarono le graduatorie nella flotta fino a raggiungere un primato destinato a essere riconfermato per anni dopo che il Capitano Marquet aveva ormai definitivamente lasciato la cabina di comando del sommergibile. Come si può ben dedurre le lezioni e i principi condivisi da Marquet, seppur nate in un contesto militare, possono essere applicati a qualsiasi contesto organizzativo o professionale.
Prima di concludere, mi piace proporre una riflessione sul collegamento tra il libro “The Leader Ship” di David Marquet e “Humanocracy: Creating organizations as amazing as the people inside them” di Gary Hamel e Michele Zanini, che ho anche personalmente letto e recensito proprio in questa rassegna. Entrambi i libri condividono una prospettiva comune sulla necessità di trasformare le organizzazioni tradizionali in entità più agili, adattabili e incentrate sulle persone. Entrambi gli autori sfidano le strutture gerarchiche e autoritarie che sono state a lungo predominanti nel mondo del lavoro e propongono un nuovo approccio alla leadership e alla gestione delle organizzazioni.
Mentre Marquet si concentra sulla leadership distribuita e sulla creazione di un ambiente in cui ogni membro dell’organizzazione può assumere la responsabilità e prendere decisioni autonome, Hamel e Zanini si concentrano sull’eliminazione delle burocrazie e sulla promozione di un ambiente di lavoro più flessibile, collaborativo e innovativo.
Entrambi i libri sottolineano l’importanza di spostare il potere decisionale più vicino alle persone che sono coinvolte direttamente nel lavoro, anziché affidarlo esclusivamente ai vertici gerarchici. Promuovono l’idea che le organizzazioni dovrebbero essere guidate da principi come l’agilità, l’autonomia, la fiducia e la responsabilità condivisa.
La combinazione di entrambi i libri offre una visione globale su come creare organizzazioni più efficaci, orientate alle persone e in grado di affrontare i rapidi cambiamenti del mondo moderno. Sia Marquet che Hamel e Zanini offrono esempi concreti, storie di successo e suggerimenti pratici su come implementare queste idee nelle organizzazioni.
In definitiva, sia “The Leader Ship” che “Humanocracy” condividono la stessa missione di sfidare le convenzioni tradizionali e di promuovere un modo nuovo e più umano di gestire le organizzazioni.
Entrambi i libri sono fonti di ispirazione per coloro che cercano di creare ambienti lavorativi più produttivi, collaborativi e gratificanti per tutti i dipendenti.

Paola Mosca, laureata in Fisica nel 1980, ha iniziato la sua carriera in Olivetti nel campo dell’automazione industriale, continuando in varie importanti aziende nel campo delle telecomunicazioni maturando negli anni sempre maggiore interesse ed esperienza nel campo della gestione di progetti nazionali ed internazionali.
Tra i suoi interessi principali, la valorizzazione delle competenze delle risorse umane, il “coaching”, il “reverse mentoring”, la multiculturalità e “power skill” nelle varie declinazioni e sfumature. Ha conseguito la certificazione PMP®, Project Manager Professional, del PMI Project Management Institute. Ha contribuito alla fondazione del PMI Southern Italy Chapter e oggi con passione ed entusiasmo ne ricopre il ruolo di Past President, occupandosi della diffusione delle competenze di gestione dei progetti attraverso docenze nelle scuole secondarie e nelle università e partecipando ad eventi e congressi in Italia e all’estero.






