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SIC Book Review Edizione 2022 – Agosto – Il vicolo cieco – A cura di Gilberto Specchiarello

Il vicolo cieco

Il vicolo cieco, di Seth Godin

Recensione a cura di Gilberto Specchiarello

Il piccolo libro che vi insegna a comprendere se insistere o rinunciare: questo il sottotitolo che Seth Godin ha voluto dare al suo libro.

E devo dire che è stato di parola: poco più di un’ottantina di pagine attraverso le quali l’autore ci porta a ragionare sui concetti di vicolo cieco e di fossato.

In quanto all’autore, un personaggio interessante: americano classe 1960, ex responsabile marketing in Yahoo con all’attivo una ventina di libri nell’ambito del marketing, che in questi ultimi anni ha deciso di metter le sue capacità al servizio della causa dei “cambiamenti climatici”.

Ma veniamo a noi: il libro si apre parlando della necessità di “essere i migliori del mondo” e dei sistemi messi in atto dall’ambiente in cui ci troviamo (lavorativo ma non solo) che ci inducono molto spesso a mollare. L’esigua minoranza di persone che non si ritirano davanti a un fossato si garantiscono vantaggi straordinari. Lo stesso vale per l’esigua minoranza che ha il coraggio di mollare un vicolo cieco per rifocalizzare le energie su un’iniziativa nuova o diversa (e che riesce a superare il fossato generato dalla nuova situazione). In entrambi i casi si godrà di enormi benefici.

Ricapitolando: mollare le cose sbagliate, perseverare nelle cose giuste. Avere il coraggio di fare l’una o l’altra.

I migliori del mondo

Cerchiamo di capire perché è importante essere in vetta alla classifica.

Immaginiamo di trovarci nella situazione di dover consultare un medico. Il nostro primo pensiero sarà quello di cercare il migliore nel suo campo.

Il mercato, oppure i nostri clienti, si comportano allo stesso modo: non hanno molto tempo a disposizione e non intendono correre troppi rischi, per questo limitano deliberatamente il ventaglio delle scelte alle possibilità migliori, quelle che si collocano al vertice della classifica.

C’è poi un altro fattore da considerare (il vero motivo, secondo Seth): stare in vetta alla classifica è importante perché lassù c’è spazio solo per pochi. La scarsità che si genera una volta passato il fossato ci garantisce un certo vantaggio.

Ma stiamo bene attenti al significato di “migliore del mondo”.

Migliore è da intendersi come migliore per noi stessi: se ho bisogno di un medico per curarmi, il “medico migliore” sarà tale perché mi è stato consigliato da amici, ha lo studio nella mia città e la disponibilità a fissarmi un appuntamento in un orario che mi è congeniale. Quindi giudico il migliore sulla base delle mie convinzioni e conoscenze (il concetto di migliore diventa quindi un concetto soggettivo), e giudico sulla base del “mio mondo”: (in quanto consumatore, il medico che rientra nel mio mondo è quello che ha un costo che posso permettermi di sostenere).

Questo è da tenere bene a mente nel momento in cui passiamo dalla parte del consumatore alla parte di colui che offre un servizio: se non siamo disposti a profondere lo sforzo necessario per essere la migliore scelta per quella fetta di mercato, allora possiamo anche rinunciare.

Il segreto del successo

L’insegnamento che ci rimane impresso dopo anni di scuola è che bisogna essere bravi in tutto. Secondo Seth, ciò non vale nella vita pratica, anzi bisogna sapere strategicamente mollare.

Ribadiamo, non è che di fronte alle difficoltà bisogna mollare anzi, chi ha successo sicuramente non ha superato il fossato scivolandoci sopra; bisogna però valutare se effettivamente siamo di fronte a un fossato oppure a un vicolo cieco.

(Nel libro si parla anche di salto, ma vi rimando alla lettura del libro per approfondire questo concetto)

Il fossato - Il vicolo cieco

Immagino vi stiate chiedendo come si presenta il fossato. Seth lo immagina così: sull’asse orizzontale gli sforzi e su quello verticale i risultati prodotti. Il grafico è del tipo sinusoidale con un innalzamento dei risultati una volta superato, appunto, il fossato.

Per capire la logica che c’è dietro: immaginiamoci come ci sentiamo quando cominciamo una nuova attività; la fase iniziale è molto divertente e per i primi giorni, settimane oppure mesi la curva di apprendimento gioca a nostro favore e ci incoraggia a proseguire (poiché all’aumentare degli sforzi aumentano i risultati).

Poi si cade nel fossato.

Il fossato corrisponde alla fase, più o meno lunga, in cui bisogna impegnarsi per passare dalla condizione di principiante a quella di chi padroneggia completamente la materia.

Il fossato è la differenza fra la semplice tecnica dell’esordiente e quella efficace dell’esperto, in altre parole quello che separa la “fortuna del principiante” dal successo del veterano.

Visto in questi termini dunque il fossato è il luogo del successo.

Forse, a pensarci bene, è già capitato di aver superato qualche fossato (mi viene in mente l’esame di certificazione PMP®).

Per chiudere il concetto, Seth ci raccomanda di non tener troppo conto della diversificazione (non serve essere bravi in tutto come quando eravamo a scuola) e ci mette in guardia sul fatto che in ogni attività che andiamo a intraprendere ci sarà un momento in cui i nostri sforzi non porteranno alcun risultato, il che potrebbe essere dovuto al fatto che siamo dentro a un vicolo cieco o un fossato.

Per cui può risultare che, senza un’attenta valutazione da parte nostra dell’attività che vogliamo intraprendere, la scelta matura è “non iniziare” e la scelta stupida è “iniziare”.

Mollare è difficile perché comporta di prendere atto che non si riuscirà mai a essere i migliori del mondo… Ma siamo poi sicuri che quel mondo al quale stiamo puntando sia la scelta giusta?

Se sì, perché abbiamo valutato bene i vantaggi che porta la scelta, allora mollare quando si raggiunge il fossato è una cattiva idea! Anzi, in questo caso, il fossato sarà il nostro migliore alleato poiché rende più interessante e remunerativo il progetto (e funge da deterrente per la concorrenza).

Abbandonare i vicoli ciechi

L’idea di mollare è un’opportunità di migliorare per liberare risorse che possiamo impiegare per affrontare con determinazione maniacale il fossato che più conta.

“Se intendete abbandonare, fatelo il prima possibile.”

Seth ci ricorda che il contrario di mollare non è aspettare e vedere cosa succede, ma è reindirizzare.

E ci tranquillizza sul fatto che mollare è diverso da fallire: si fallisce quando si rinuncia, quando non si hanno altre alternative o quando si molla con frequenza tale da esaurire il tempo e le risorse di cui si dispone.

Se ci troviamo di fronte a un fossato e siamo tentati di mollare dobbiamo ricordare a noi stessi come sarà bella la vita una volta superato il fossato. Un po’ come quando all’università si pensava al traguardo della laurea per affrontare la fatica dello studio degli esami.

Ma se stiamo semplicemente “aspettando” o stiamo cercando di cavarcela, l’unico risultato che si produce è uno spreco di tempo e un cattivo impiego delle energie.

Bisogna domandarsi se stiamo facendo dei progressi misurabili al fine di capire se siamo in un vicolo cieco; bisogna poi dire basta a progetti che non conducono a nulla, per portare avanti quelli che contano davvero.

In una sezione del libro ci sono tre domande da porsi prima di mollare; lascio però ai più curiosi il piacere di scoprire di cosa si tratta e concludo questa mia recensione con la semplice lezione che ci viene spiegata da Seth: se abbiamo quel che abbiamo, allora facciamone uso, ma solo per diventare i migliori del mondo: dobbiamo superare il fossato più importante che sia nelle nostre capacità, ricordandoci che per superarlo dobbiamo mollare tutto il resto.

Che abbiate intenzione di mollare tutto oppure no, mi sento di consigliare la lettura di questo libro poiché apre alla possibilità di guardare alle nostre azioni da un’altra angolatura, della quale magari ignoriamo l’esistenza.

Buona lettura, quindi!

 

G. Specchiarello

Gilberto Specchiarello (PMP®), laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio nel 2002, dal 2007 lavora nel campo della manutenzione di impianti industriali. Ha iniziato a collaborare con il PMI-SIC nel novembre del 2018 e da febbraio 2022 supporta le attività del Chapter nel ruolo di Direttore Comunicazione

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